L’altro giorno mi sono cimentato a sviluppare una app per android, così per curiosità.. Così per non pensare… O meglio perchè io devo sapere tutto e devo conoscere qualsiasi cosa dovuta alla mia smania di potere xD
Insomma a parte gli scherzi, era pura curiosità di vedere come funziona. Mi butto sul sito di android sdk, scarico i componenti, plugin per eclipse, sdk a 32bit per il mio vecchio debian e aggiorno il tutto. L’installazione non è complessa, è un pò palloso adeguarsi e configurare eclipse, ma nulla di così complesso e impossibile.
Inizio a guardare il codice di un HelloWord e come si fa in questi casi, butto giù un bel copia/incolla modificando quello che mi serve. Lancio il tutto e… Eccola! Funziona il mio primo apk! Dopo dichè spulcio le opzioni, mi giro un pò attorno, provo altri codici per la rete, guardo altri source di altra gente e cazzeggia un pò sopra. Trovo alcune cose abbastanza rognose, a partire dal linguaggio java che per programmare non è tutto questo chissà chè e finisco sulla creazione del layout: si crea in XML!!! Ma vi rendete conto? Cio’è ma come si fa a prendere una scelta del genere, a sto punto erano meglio le GTK e i widget… Sarà che amo il C o comunque la semplicità di linguaggi c-based come php anche se sono a livello web ^^. La cosa che mi ha lasciato MOLTO perplesso fu la ADV ( la virtual machine che riproduce l’os android): davvero una delle cose più lente che io abbia mai visto! Com’è possibile? Bah… Davvero per rispondere ai click del mouse (che sarebbe il tocco touch) passano i minuti… E l’accensione di quest’ultima dura dai 10 ai 15min =/ non è troppo? o.O
Ti guardo sorridendo, mi appoggio al tuo cuore specchio dei tuoi occhi.. Mi sorprendo nel racconto della nostra favola, così: semplice. Mi piace la sfumatura che prende.. Mi piace posare la testa sul cuscino, averti accanto a me… Viverti… Mi piace sfiorarti con le dita mentre ti guardo.. La notte è il manto che ci protegge, il tuo sorriso è il mio sogno più bello.
Chiudo gli occhi, resto accanto a te..
Mi sveglio all’improvviso, mi sveglio senza te… Ma dove sei?
Ti cerco, ti voglio, mi manchi…
Ecco, ti ho persa… Ecco non esisti.
Ho paura di addormentarmi..
5 Giorni fa fu un anno…
Fu il 19… Fu un tweet…
Fu una sensazione.
5 Giorni fa non avevo nulla da dire… Non ho da dire nulla anche oggi… Dopo tutto sono parole. Dopo tutto… Dopo tutto io quel che ho di te sono fiumi di parole, sono infiniti sogni raccolti e chiusi nel cuore. Sono state illusioni, sono state paure, sono state liti, sono state offese, sono state passioni, sono… Sono state lacerazioni al tuo cuore da parte mia. Eppure, forse è meglio così. Dovevo lasciarti andare via da prima, non tornare… Non pensare. Non farmi sentire. Bhè… Sono stato sempre io dopotutto: sono stato sempre così… Permaloso, bambino, stronzo e sopratutto un assassino della dolce purezza che sono riuscito a trasportare dalla tua anima ai nostri sogni.. Assassino di un dolce candore di una donna che per lasciarsi andare ha lottato con tutte le forze per guarire. Alla fine sono questo. Un bastardo assassino di ciò che di più bello c’è stato di te. Almeno, dopo tutto… Sei guarita.. 5 giorni fa ho preso fra le mie mani ciò che di più importante avevo di te, una chiave. una di quelle che nessuno avrà mai. Sono andato in un posto, in uno di quelli dove la tua voce mi risuonava con più dolore.. Ancora quelle parole in mente «mi fai male» mentre cercavo di scappare da un tuo abbraccio. Ho tolto un pò di terrà e l’ho lasciata lì per poi andare… Per poi prendere la macchina e sparire. Fatti 20km sono tornato indietro, pieno di terra fra le dita ho riscavato: l’ho ripresa. Forse, dopo tutto una cosa di te la voglio ancora avere ma tutto ciò «non ha più importanza». Buona fortuna.
Non è vero che prendiamo una direzione sbagliata, prendiamo quella giusta ostacolata dagli altri. Ci ritroviamo tra i dubbi di un mondo che potrebbe essere tanto semplice. Siamo fermi negli occhi di persone che dovrebbero essere importanti, che dovrebbero guidare la nostra realtà attraverso uno di quei sogni a caduta libera dove stiamo bene. Non è così, non è mai così. Siamo tutti qui, siamo immersi in tanti di quei pensieri senza un valido aiuto. Senza che qualcuno ci tenga compagnia e forse è meglio così… Bisogna cavarsela da soli, bisogna raggiungere i propri obiettivi e non abbattersi mai. La realtà è che nessuno ti darà la forza che potresti darti tu stesso sorridendo ogni giorno, alzandoti consapevole che nulla ha più importanza a parte ciò che desideri tu. Spero di alzarmi tutti i giorni così: consapevole di me stesso e felice di quel che non ho.
Non cambia il modo in cui ti avvicini a me, lo fai e basta. Mi manca guardarti negli occhi, mi manca il sapore del tuo respiro. Quando ti guardavo vedevo nelle immensità dell’universo la semplice paura di perdermi nel profondo. Quando ti accarezzavo sentivo la tua pelle delicata scivolare nella mia mano, tra le dita, tra i miei sogni… Mi bastava chiudere gli occhi per averti, mi bastava la magia del momento per stare bene. Ho sempre pensato che le stelle fossero desideri, il mio unico desiderio è scomparso con te. Non sempre siamo perfetti, non sempre possiamo sognare ancora…
Io ho perso la mia stella. Odio tutte le altre. Odio la mia vita. Odio i miei pensieri. Odio me. Odio quello che faccio. Odio chi mi circonda. Odio quel che rappresento. Odio me stesso perchè non sarò niente di quello che ho sempre voluto. Ho perso tutto ciò che mi lasciava il sorriso sul volto, sono rimasto solo.